La morte improvvisa è collegata alle apnee notturne? Il paziente respiratorio è un paziente complesso: come gestirlo?

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La morte improvvisa è collegata alle apnee notturne? Il paziente respiratorio è un paziente complesso: come gestirlo?

La morte improvvisa nel sonno è collegata alle apnee notturne? In che misura le malattie respiratorie sono responsabili? Al convegno curato da Piero Visaggi, gli specialisti si sono incontrati per tentare una diagnosi in 15 giorni e tutelare il paziente dalle complicazioni.

Bari, 10 marzo 2018. Le malattie polmonari ostruttive croniche e le comorbilità 

“Le problematiche legate ai disturbi del sonno – spiega Francesco Scarpelli, responsabile service malattie respiratorie – e in particolare la presenza possibile di apnee nel sonno, che intervengono in persone predisposte – sia per problemi di obesità che per problemi di alterazioni delle prime vie aeree – possono determinare una predisposizione alla morte improvvisa perché la presenza di apnee determina delle alterazioni del ritmo cardiaco e della insufficienza respiratoria cronica. Questi tipi di situazioni possono determinare in alcuni soggetti predisposti un’aritmia talmente grave da determinare una morte improvvisa durante il sonno”.

Piero Visaggi

“Le patologie correlate alle patologie cronico-ostruttive – spiega Piero Visaggi, presidente della sezione Puglia della Società pneumologica italiana – sono varie, per questo, quest’anno abbiamo coinvolto, oltre agli specialisti di pneumologia, anche i cardiologi, gli otorino, gli esperti di disturbi del sonno. Non sempre è la malattia polmonare che è causa di un sintomo, ma la comorbilità (compresenza di altre patologie, ndr) che dà quel sintomo. Quindi lo scompenso cardiaco può essere causa della riacutizzazione; il reflusso gastrico può essere causa della tosse; l’obesità può essere causa della ipoventilazione alveolare, quindi della insufficienza respiratoria soprattutto durante il sonno. Sono le altre malattie, dunque, che vanno ad alterare la stabilità della malattia polmonare. Ecco perché è necessario capire e conoscere tutte le altre malattie e interfacciarci con gli altri specialisti in modo da dare nel più breve tempo possibile una diagnosi. Noi avevamo parlato di 15 giorni: non è una ipotesi irrealizzabile”.

By | 2018-03-13T13:29:29+00:00 marzo 13th, 2018|Corsi|0 Comments

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