L’approccio olistico: psico-neuro-endocrino-immunitario

L’ipertensione arteriosa interessa circa il 30% della popolazione adulta; non è una malattia, ma un fattore di rischio, una condizione che aumenta la probabilità che si verifichino altre malattie cardiovascolari (per esempio: angina pectoris, infarto miocardico, ictus cerebrale).

Quali sono le cause e i sintomi dell’ipertensione arteriosa? E quali le opportunità di cura e approccio terapeutico? A questi quesiti si cercherà di rispondere venerdì e sabato prossimi, 13 e 14 ottobre, a Trani, a Palazzo San Giorgio, durante il convegno ‘La dimensione transdisciplinare dell’ipertensione arteriosa’, a cura della Società italiana dell’ipertensione arteriosa e della Società italiana di Medicina interna, e organizzato dal provider ministeriale E20econvegni.

Classicamente, e come conseguenza delle modificazioni che avvengono nell’organismo per effetto dell’invecchiamento, gli anziani e i grandi anziani (ultranovantenni) soffrono più spesso di ipertensione arteriosa sistolica isolata, con valori di pressione massima anche molto alti, e pressione minima bassa. Le forme di ipertensione diastolica isolata, al contrario, sono più frequenti nei soggetti più giovani.

“L’ipertensione arteriosa – fanno sapere gli organizzatori – è il determinante di rischio cardiovascolare responsabile del carico più elevato di malattia, disabilità e morte nel mondo e il suo impatto sullo stato di salute e sulla mortalità globale sembra destinato ad aumentare ulteriormente nel prossimo futuro in ragione di una prevalenza in continua espansione”.

È importante sottolineare che in alcuni casi l’aumento dei valori di pressione arteriosa dipenderebbe dall’uso (talvolta dall’abuso) di alcune sostanze tra cui, per esempio, la liquirizia, gli spray nasali, il cortisone, la pillola anticoncezionale, la cocaina e le amfetamine. Quali sono i sintomi? L’aumento dei valori pressori non sempre si accompagna alla comparsa di sintomi, specie se avviene in modo non improvviso: l’organismo si abitua progressivamente ai valori sempre un po’ più alti, e non manda segnali al paziente. In ogni caso, tra i sintomi più comuni rientrerebbero: mal di testa, specie al mattino, stordimento e vertigini, ronzii nelle orecchie (acufeni, tinniti), alterazioni della vista (visione nera, o presenza di puntini luminosi davanti agli occhi), perdite di sangue dal naso (epistassi).

“La multifattorialità patogenetica e la frequente presenza di comorbidità – fanno sapere ancora gli organizzatori – rendono l’ipertensione arteriosa una connotazione squisitamente sistemica che non può essere compresa attraverso conoscenze frammentate in un approccio di tipo interdisciplinare, ma richiede un approccio di tipo olistico e quindi transdisciplinare”.

La finalità di questo convegno, destinato a specialisti dell’area medica e medici di medicina generale, è quella di affrontare gli aspetti più rilevanti della gestione clinico-terapeutica del paziente iperteso complesso, integrando in una visione olistica del paziente iperteso informazioni ed esperienze appartenenti a diverse discipline specialistiche.